
La particolarità delle pellicole targate Baker & Berman, fa cui dobbiamo citare anche Hell-Fire Club, The Curse of Crimson Altar e Le Iene di Edimburgo, era la totale assenza di elementi fantastici. Tali film, infatti, puntavano soprattutto sul mostrare storie "terrene" e realistiche contraddistinte da un forte sadismo, tanto che i due produttori definivano questi film non horror, ma "action thriller". Il Sangue del Vampiro non fa eccezione a questa regola.
La vicenda ruota attorno al personaggio del Dr. Callistratus (o Callistrato nell'edizione italiana), uno scienziato che, a causa dei suoi esperimenti col sangue umano, viene creduto un vampiro e ucciso con il classico paletto. Il suo assistente deforme tuttavia lo riporta in vita grazie ad un trapianto di cuore (!). Anni dopo un medico, accusato ingiustamente di un crimine, si trova detenuto in un carcere psichiatrico il cui direttore è proprio il redivivo Callistratus che prosegue i suoi esperimenti, usando i detenuti come cavie.
Il Sangue del Vampiro stranamente assomiglia molto più che alle contemporanee produzioni Hammer (Dracula il Vampiro, Il Mistero del Castello, Dracula Principe delle Tenebre, ecc...) ai vecchi lavori della Universal, al punto da affidare il ruolo di Callistratus ad un anziano attore teatrale, Donald Wolfit, che somiglia incredibilmente a Bela Lugosi. A distinguere, però, la pellicola di Henry Cass dai classici Universal è appunto l'alta dosa di sangue e di violenza, tanto che qualche critico non esita a definire la pellicola "un film sadiano". La sceneggiatura è firmata proprio da quel Jimmy Sangster che era lo sceneggiatore "di fiducia" della Hammer, ma le già rilevate differenze di stile, avvalorano la tesi secondo cui Terence Fisher riscrivesse tutte le sceneggiature dei film hammeriani, pur rifiutando di essere accreditato anche come autore (forse per un eccesso di umiltà).
Nonostante alcuni trucchi non proprio riuscitissimi (es. il trucco dell'assistente gobbo) Il Sangue del Vampiro contiene sequenze veramente shock per quel periodo, tanto che nell'edizione inglese la censura dovette sforbiciare parecchio, eliminando immagini di budella, teste umane chiuse in contenitori di vetro, e sangue che cola dalle malcapitate cavie-vittime in grandi ampolle. Baker & Berman, tuttavia, presero l'abitudine di realizzare due versioni dei loro film, una "moderata" per il pubblico nazionale, l'altra più sanguinolenta e morboso per l'estero.
Un ultima nota sul regista Hanry Cass: essendo un nome in pratica semi-sconosciuto per anni su di lui sono circolate leggende metropolitane del tipo che in seguito ad una crisi mistica avrebbe distrutto tutte le pellicole che aveva diretto. In realtà Cass era più che altro un regista di melodrammoni strappa-lacrime che sono ormai andati in gran parte perduti. Il suo picco artistico fu senza dubbio Il Sangue del Vampiro, forse grazie anche al contributo di Monty Berman che, oltre a figurare come operare, sembra fosse una sorta di regista-ombra. Il fatto che anche questo film fosse presochè introvabile ha finito per alimentare ulteriormente la leggenda del regista folle.